lunedì 30 dicembre 2013

Paint your Books #3

Rubrica mensile a cura di Michy.
Presenterà la recensione di un libro associandolo ad un colore e ci parlerà in breve delle sue letture mensili.


Ciao a tutti, in questo clima di festa e alle porte del nuovo anno, sono felice di presentarvi la terza puntata di Paint Your Books e colgo l'occasione per augurare a tutti buone feste ^.^
Oggi voglio parlarvi di L'arte di ascoltare i battiti del cuore di Jan-Philipp Sendker, al quale, se avessi a disposizione gli ombrellini di Ale, ne assegnerei 3 e mezzo.

Trama: A Kalaw, una tranquilla città annidata tra le montagne birmane, vi è una piccola casa da tè dall'aspetto modesto, che un ricco viaggiatore occidentale non esiterebbe a giudicare miserabile. Il caldo poi è soffocante, così come gli sguardi degli avventori che scrutano ogni volto a loro poco familiare con fare indagatorio. Julia Win, giovane newyorchese appena sbarcata a Kalaw, se ne tornerebbe volentieri in America, se un compito ineludibile non la trattenesse lì, in quella piccola sala da tè birmana. Suo padre è scomparso. La polizia ha fatto le sue indagini e tratto le sue conclusioni. Tin Win, arrivato negli Stati Uniti dalla Birmania con un visto concesso per motivi di studio nel 1942, diventato cittadino americano nel 1959 e poi avvocato newyorchese di grido... un uomo sicuramente dalla doppia vita se le sue tracce si perdono nella capitale del vizio, a Bangkok. L'atroce sospetto che una simile ricostruzione della vita di suo padre potesse in qualche modo corrispondere al vero si è fatto strada nella mente e nel cuore di Julia fino al giorno in cui sua madre, riordinando la soffitta, non ha trovato una lettera di suo padre. La lettera era indirizzata a una certa Mi Mi residente a Kalaw, in Birmania, e cominciava con queste struggenti parole: "Mia amata Mi Mi, sono passati cinquemilaottocentosessantaquattro giorni da quando ho sentito battere il tuo cuore per l'ultima volta".

Recensione: La mia scelta è ricaduta su questo libro dopo aver letto questa frase "Ripeteva a bassa voce ogni parola che leggeva [...]. gli chiedeva. era la risposta." A me sono venuti gli occhi a cuoricino!
Un libro dolce, ecco come lo definirei, di una dolcezza che intenerisce, non smielata o zuccherosa. Avete presente il retrogusto del caramello bruciacchiato? Ecco, è questo il sapore dolciastro della storia. L'autore ci parla del bene innalzato ad amore, come unico rivale vincente contro la paura.
E' un libro che scorre come un fiume dopo le rapide. Sebbene sia il racconto di esistenze "tormentate", si
avverte sempre una sorta di quiete dopo la tempesta e questo avviene grazie alla forza dei suoi protagonisti.
Tin Win e Mi Mi, che riusciamo a conoscere profondamente grazie al bellissimo e riuscitissimo escamotage della "storia nella storia", hanno vissuto superando con estremo entusiasmo ostacoli non da poco, sostenendosi a vicenda senza lasciar trapelare quanto si stiano aiutando, ma svelandosi chiaramente indispensabili l'uno per l'altra. Sono l'uno energia per l'altra: Mi Mi è la vitalità, Tin Win il fondamento.
Ci sono altri personaggi - lo sconosciuto U Ba e il monaco U May - di un certo spessore che però rimangono un po' in ombra e non si svelano pienamente, rimangono avvolti dal mistero perché non parlano di sé, ma ci raccontano di Tin Win e Mi Mi, facendosi tramiti delle loro vite e scoprendosi quel poco che basta a farci conoscere ciò che conta. Poi c'è la famiglia e le mamme in particolare, che ci donano l'essenza della maternità in ogni suo aspetto, non solo quello meraviglioso del legame indissolubile con i figli, ma anche quello pericoloso per il cuore, legato alle scelte più difficili, che spezzano in due. A mio avviso la storia di Julia è un contorno, perché il fulcro del libro sono Tin Win e Mi Mi. Non manca il cattivo, U Saw, lo zio di Tin Win, opportunista e insensibile, estremamente venale e superficiale, tanto ignorante in amore quanto abile negli affari.
Una caratteristica che accomuna tutti i personaggi è la solitudine. Mentre alcuni la vivono soffrendo, altri ne colgono il lato positivo e altri ancora sembrano non accorgersene nemmeno. Chi prima chi dopo, chi obbligato chi rassegnato, ciascuno di loro vive l'esperienza dell'abbandono.

La storia è ambientata in Birmania, alla quale, purtroppo, a mio avviso, non è stata resa giustizia. L'autore non la esalta, non ne svela le caratteristiche, non ne parla, fa solo qualche piccolo accenno alle abitudini e allo stile di vita del popolo birmano, ma non ce lo fa conoscere e questo non mi è piaciuto molto: non mi è piaciuto pensare che i personaggi avrebbero potuto percorrere la strada di qualunque altro paese senza che questo facesse la differenza.

E' stato molto bello entrare nel romanzo con l'intensità dei cinque sensi, grazie ai quali Sendker cerca di farci capire la differenza fra sentire e ascoltare, vedere e guardare, assaggiare e gustare, per giungere infine alla celebrazione dell'incredibile capacità del corpo umano di sopperire certe mancanze.
Leggere questo libro è stato come leggere senza virgole, punti e spaziature. La narrazione è straricca di descrizioni piuttosto dettagliate (che di solito non amo particolarmente), è fluida e mai noiosa, anzi, stimola a proseguire con crescente interesse. Credo che il tutto sia ottimizzato dai numerosi quesiti introspettivi abilmente inseriti nelle riflessioni dei protagonisti che, in modo più o meno esplicito, trovano risposta alle proprie domande e ci offrono la possibilità di ragionare, condividere, comprendere o rifiutare.
Un punto in più per il finale, perfetta conclusione chiarificatrice, con un piccolo colpo di scena e il coronamento di un amore mai finito.
Mi rendo conto di essere stata un pochino confusionaria e molto generica, ma la trama non rivela assolutamente nulla e di certo non potevo farlo io. Quindi perdonatemi se sembro straparlare.

Il colore del libro: Per colorare L'arte di ascoltare i battiti del cuore vien da sé prendere un bel tubetto di tempera rossa, bella corposa, ma io ho deciso di scegliere il rosa, perché è delicato e addolcisce la forte passione del rosso, senza annullarla. Il rosa custodisce con cura il bene e l'affetto, è una stretta di mano, un abbraccio premuroso e baci amorevoli. E' un colore raffinato e modesto che rappresenta alla perfezione la gratitudine e la tenerezza, esattamente ciò che mi ha donato questo libro.

domenica 29 dicembre 2013

Recensione: "Adamante" di Maria Silvia Avanzato

Buongiorno e buona domenica ragazzi, il vostro countdown è già partito? xD
Questi saranno giorni pieni, ieri il TAG oggi la recensione, domani la terza puntata con la rubrica "Paint your Books" e mercoledì tanti auguri a noi per il nuovo anno, in questa occasione vorrei chiacchierare tanto con voi, di quello che più vi è rimasto dell'anno passato, di quello che vi aspettate per il 2014 e tante altre cosine...

Ora una recensione extra, cioè non votata da voi che avevo voglia di postare sperando attirerà la vostra attenzione, anche se non è un genere di cui solitamente chiacchiero sul blog.
Adamante, quel che resta del nero di Maria Silvia Avanzato è stato pubblicato da Edizioni della Sera il 28 ottobre 2013, al prezzo di 13 euro per 234 pagine.

Trama:
Case Adamo. Un pugno di case sperdute fra le colline emiliane e al centro, l’Adamante, il vecchio cinema che il Duce inaugurò tanti anni prima. Un palazzone cadente, diventato luogo di ritrovo per Guerzo e i suoi amici. Angosciante è il ricordo di quel ragazzino che, anni prima, mise male un piede e vi precipitò trovan- done la morte. C’è chi giura di aver visto una bambina piccola e minuta che vive lì, fra le mura divorate dal muschio. Ogni abitante del paese può dire la sua su quel blocco di calce e ora che Rachele, l’erede dell’impresario Biasetti, è tornata, qualcuno trema all’idea che quel posto venga raso al suolo e rimpiaz- zato da un supermercato. Ma l’Adamante è ancora vivo. Vivo nei tentativi della gente di proteggerlo, nelle scorribande dei ragazzini che lo frugano di notte, in chi ricorda e organizza macabri scherzi. Vivo per il becchino Senuga che percorre le vie del paese all’alba per punire chi si macchia di orrendi peccati. Vivo per Lucio, quel ragazzone ritardato dalle mani forti. Vivo per la vecchia Matilde che muore nel suo letto lasciandosi alle spalle un piccolo tesoro.

Il mio pensiero:
Questo è un "libro-prova" per me, nel senso che credo di non aver mai letto un romanzo noir in vita mia, a meno che non sia successo quando ero così giovane e inesperta da non capire la differenza tra i generi. Adamante è un libro a cui mi sono sentita molto legata, prima di tutto perché la storia è ambientata a Case Adamo, un paesino situato tra Bologna e Modena (ovviamente il nome è inventato), ma già questo piccolo particolare mi ha fatto sentire in sintonia con la storia, grazie a piccole parole dialettali e a piccoli accorgimenti dell'autrice che fa capire che la parlata è quella tanto simpatica e unica, tipica dei bolognesi e modenesi. Per chi non lo sa, io sono nata a Bologna e ho lasciato un pezzo di cuore (oltre che gran parte della mia famiglia) in quella città, mi sento legata ad essa nonostante il mio trasferimento sia avvenuto quando ero molto piccola, ecco spiegato il primo motivo del mio attaccamento verso questo romanzo.
Secondariamente mi sono sentita in sintonia con la storia, proprio perché è stato come un mio esperimento di lettura e quando mi avvicino ad un genere nuovo, sono sempre di mentalità completamente aperta e questo mi fa vivere la storia raccontata in modo più ampio e attento.

La storia viene raccontata in modo corale, ogni abitante di Case Adamo dà il suo contributo allo svolgimento dei fatti, ma tutto si ricollega in modo più o meno evidente ad un luogo preciso, anzi ad un edificio: l'Adamante, il primo cinema costruito dal Duce proprio in quel paesino. Gli anziani sono legati ad esso dai ricordi, perché in un piccolo paese come quello era l'unica fonte di intrattenimento e soprattutto perché si sono sentiti importanti ai vecchi tempi, si sono sentiti legati fin da subito a quel cinema e al Duce. Mentre per i giovani è fonte di curiosità, il cinema ai giorni nostri, ormai decaduto è pieno di leggende (o forse verità): una bambina che vive nel cinema, un morto e tanto passato che sembra essere rimasto attaccato ai suoi muri decadenti. Tant'è che spesso dagli abitanti viene descritto quasi come vivo, come se fosse il centro pulsante del paese... ed essendo in rovina potrete capire il tenore di vita di Case Adamo.
Popolato per lo più da contadini, poveri e ignoranti, nati e cresciuti nel loro paese non hanno conosciuto l'avanzare dell'industria e delle tecnologia... è come se, Case Adamo fosse rimasto fermo alla costruzione dell'Adamante e da lì non si fosse più mosso. Gli abitanti sono chiacchieroni, egoisti e falsi, in posti così piccoli si dice che tutti sanno tutto di tutti, in realtà a Case Adamo tanti sono i segreti e le falsità che si cerca di tenere nascoste.
E i giovani in tutto questo crescono, ma rimangono bloccati, vorrebbero fuggire ma non trovano il modo. Proprio come se l'Adamante li tenesse ancorati a quella terra, perché i segreti covati dalle generazioni passate busseranno ai loro cuori e li intrappoleranno sempre più a fondo nelle loro insicurezze.

Ho letto questo libro in modo attento e lento, infatti nonostante le poche pagine, ci ho messo un bel po' di giorni. Lo stile dell'autrice sembra caotico, ma credo sia stato studiato a puntino per raccontare una storia così complessa da più punti di vista e, ragionandoci a mente fredda, capisco che era l'unico modo per raccontare al meglio la storia di Case Adamo, dei suoi abitanti e dell'Adamante. Con picchi di ironia sottile e dissacrante, con metafore poetiche e complicate, questo romanzo ha bisogno del suo tempo, perché il lettore piano piano impara a farsi un suo punto di vista sui luoghi e le persone che incontra nella storia, si ferma e riflette, pensa e ripensa alle parole lette e le fa proprie analizzandole.
E così si ritroverà a supportare il prete pieno di sensi di colpa, oppure la pazza e triste Bice, oppure la
solitaria Matilde, o ancora l'insicura e tormentata Olga. I giovani Guerzo, Fish, Bag e Linda si faranno capire e apprezzare per i loro difetti e le loro doti nascoste, ma anche per le loro debolezze. Così come potremo apprezzare il decadente Adamante, lo sporco e frequentato emporio, le strambe Case di Confine, o ancora l'Orrido.

So che ai vostri occhi questi personaggi e questi luoghi sono sconosciuti e non vogliono dire niente, ma spero capirete dalle mie parole che ogni riga di questo libro mi è rimasta impressa nella mente.
Un genere nuovo per me, che ci ho messo un po' per capire a fondo e apprezzare, ma una storia capace di farsi amare e di farsi odiare, in entrambi i casi un libro che smuove emozioni, sensazioni e riflessioni. Ho deciso di non dare un voto pieno proprio perché a causa della mia ignoranza su questo genere, non sono riuscita a comprenderlo e apprezzarlo come dovevo fin da subito. 

Il mio voto per questo libro:


Cosa ne pensate ragazzi? E' un libro che è passato abbastanza inosservato, soprattutto per chi non segue il genere, infatti anche quando lo presentai nella rubrica Shopping Books, pochi di voi rimasero colpiti o incuriositi. Spero che con questa recensione potrò attirare l'attenzione di altri di voi. Siete un pubblico che ama per lo più fantasy e romanzi, infatti anche quando parlo di thriller siete in pochi ad essere interessati, ma chissà magari qualche nuovo follower potrà trovare utile questo post e in generale quelli in cui parlo di questi generi letterari.
Ah, per le immagini, a parte quella del Duce, ho cercato su internet qualche immagine di paesini negli appenini bolognesi, la prima foto è Castel dell'Alpi, mentre la seconda è Ripoli.

sabato 28 dicembre 2013

TAG: Year of Books

Buongiorno splendori, come state? Siamo ormai agli sgoccioli di questo 2013 già l'anno scorso avrei voluto fare un post in cui parlavo un po' dell'anno passato, in particolare delle letture, e non ero riuscita a farlo... quest'anno mi sono organizzata e mi è venuto in mente questo tag.
Non credo sia niente di speciale o di innovativo, solo qualche domanda (spero non saranno troppe) a cui rispondere prendendo in considerazione tutti i 12 mesi ormai passati. Ci sarà una parte dedicata a tutti i lettori, così nei commenti tutti potrete rispondere, poi ho pensato ad una parte dedicata ai blogger.
Spero vi piacerà e che qualcuno avrà voglia di condividerlo sul proprio blog, sono curiosissima di sapere le vostre domande.
Vi avviso che sono domande che ho pensato ma a cui farò fatica a rispondere anch'io, dunque non prendetevi paura e ricordatevi che tutte le domande sono riferite solo ed esclusivamente all'anno 2013.
Importante: Se per caso esiste un TAG identico a questo, chiedo scusa in anticipo, non ho guardato in giro se ne esistevano di identici, anche perché sul mio blog non ne ho mai fatti.

Ringrazio di cuore Leda per aver creato questo banner bellissimo *_*

L'unica regola è quella di rispondere a tutte le domande con la massima sincerità e se condividete, ovviamente taggare il mio blog e usare il banner :)
Per chi non ha un blog potrà rispondere nei commenti.


Per tutti i lettori:

1. Il libro più bello?
Ed ecco una delle domande più difficili. Quest'anno ho letto molti libri splendidi, ma in assoluto quello che più mi è rimasto nel cuore è  Forte come l'onda è il mio amore di Francesco Zingoni. Ormai credo di aver fatto un testone a chiunque con questo libro e non mi stancherò mai di consigliarlo. Una menzione d'onore va anche a L'età sottile di Francesco Dimitri.... EVVIVA GLI ITALIANI *_*

2. Il libro più brutto?
Qui non è stato molto difficile scegliere, quest'anno ho letto molti libri belli, pochi libri brutti e un bel po' così così. In teoria il libro più brutto letto è Il bosco dei cuori addormentati di Esther Sanz, ma visto che devo ancora pubblicare la recensione sul blog, vi cito un altro libro che non mi è piaciuto per niente, Latte acido di Rossella Luongo.

3. Il libro più lungo?
E devo citare di nuovo il libro di Zingoni che conta 608 pagine, si è avvicinato moltissimo a questo traguardo anche I predatori oscuri di Julia Sienna... Da questa risposta capirete che non sono una che legge molti tomi "enormi", ma nella mia libreria in attesa di essere letti ce ne sono anche di più lunghi :)

4. Il libro più corto?
Senza ombra di dubbio Vimini di Donato Cutolo, un libricino di appena 82 pagine, ma che ha la capacità di emozionare tanto quanto un libro ricco di pagine. Quasi tutti gli altri libri che ho letto superano almeno le 100 pagine.

5. Il genere di cui hai letto più libri?
Dunque non è stato semplice andare a spulciare tutte le letture di quest'anno, ma senza ombra di dubbio l'urban fantasy e lo YA l'hanno fatta da padroni, con un bel po' di incursioni di narrativa contemporanea e purtroppo poche letture thriller (uno dei generi che fino a qualche anno fa leggevo di più in assoluto).

6. Il genere di cui hai letto meno?
Mmm, senza considerare i generi che non ho toccato praticamente per niente, direi che quello di cui ho letto meno è il fantasy classico e anche lo storico, anzi più precisamente il romance storico. Del primo ho letto un libro e mezzo diciamo, mentre del secondo un solo libro (se la mia memoria non gioca brutti scherzi).

7. Il libro che non avresti mai preso in considerazione ma che hai amato?
Assolutamente il trono va ai libri di Kristan Higgins, ho snobbato fin dall'inizio i suoi libri, mi sembravano harmony e quelle pochissime esperienze che ho avuto con essi non mi sono affatto piaciute e così appena vedevo i suoi libri giravo gli occhi dall'altra parte e cambiavo strada. Non ho mai fatto errore più grosso: ora adoro quest'autrice.

8. Il libro da cui ti aspettavi moltissimo ma che ti ha deluso?
Uno dei libri da cui mi aspettavo di più e che desideravo da tanto, ma che poi mi ha deluso molto è stato L'amico immaginario di Matthew Dicks e cito anche Perché ci siamo lasciati di Daniel Handler uno dei libri che ho desiderato più leggere e che mi ha lasciato molto amareggiata.

9. Il libro che hai comprato d'impulso, senza averlo mai sentito nominare?
Non ci sono dubbi, La zona d'ombra di Brenna Yovanoff. Quel giorno andai in libreria e mi trovai di fronte il libro, lo presi in mano senza sapere cosa fosse o come scrivesse l'autrice (perché possiedo un altro libro della stessa autrice, ancora da leggere), me lo sono portato a casa e l'ho letto dopo poco e mi è piaciuto molto, evviva l'impulsività *_*

10. Un libro super-pubblicizzato che hai deciso di non leggere?
Qui ho qualche problema di memoria, purtroppo. Però appena ho pensato a questa domanda, nella mia mente si è affacciato un titolo, Incantesimo tra le righe di Jodi Picoult e Samantha Van Leer. In quel periodo ricevetti un sacco di email dalla casa editrice, ogni blog ne parlava nelle anteprime e un sacco di blog hanno fatto recensioni positive, me lo hanno consigliato un paio di volte, ma io non l'ho mai comprato né letto e non credo cambierò idea. Forse è un'antipatia a pelle, oppure non lo so, ma non mi ispira assolutamente.


Per i blogger:

1. La recensione più difficile da scrivere?
Non c'è una sola recensione con cui ho avuto difficoltà, ma appena ho formulato la domanda mi è venuto in mente Aegyptiaca di Dean Lucas. Un libro che mi ha preso moltissimo, ma per cui ho avuto grosse difficoltà a parlarne, non ero convinta della mia recensione quando la scrissi e se la rileggo non sono convinta nemmeno ora. Per citarne uno più recente, anche per la recensione di Segreto di Alessia Esse ho avuto grosse difficoltà, proprio perché non riuscivo a riportare i miei sentimenti su "carta".

2. La recensione nata con estrema spontaneità in pochi minuti?
Anche in questo caso non ce n'è solo una, ma mi baso sul primo libro che mi viene in mente. Delirium di Lauren Oliver, una delle poche recensioni che ho scritto dopo un po' di giorni che avevo concluso la lettura... ricordo ancora che quel giorno mi misi davanti al pc e in una decina di minuti scrissi la recensione, senza mai fermarmi, i pensieri mi si presentavano in mente in modo fluido e inarrestabile.

3. Il post più famoso e più commentato?
Andando a vedere nelle statistiche del blog (che non guardo praticamente mai), mi sono resa conto, con non poca sorpresa, che il post più visualizzato è la recensione di Obisdian di Jennifer L. Armentrout con 2657 visualizzazioni °__°
Purtroppo dalle statistiche non si vede il post più commentato, ma credo sarà uno dei giveaway che ho organizzato...

4. Il post a cui sei più legato?
Questa è difficile, mannaggia a me :/
Uno dei post più sentiti ed emozionanti è quando ho annunciato il primo anno nel mondo di blogger, insieme a voi. Anche quando ho fatto il post in cui immaginavo il blog come un luogo fisico reale è stato molto emozionante, come se avessi messo a nudo un'altra piccola parte di me e del mio cuore.

5. Il mese più attivo?
A livello di post il mese più attivo è stato gennaio con 45 post, subito seguito da marzo con 43... anche in questo caso non posso capire quanto voi follower foste attivi in quel periodo (blogger non me lo fa vedere -.-), ma posso andare con i ricordi. Il blog ha iniziato a superare la dozzina di commenti quasi ad ogni post, verso la metà dell'anno... Non so cosa sia successo di particolare, ma c'è stato un momento in cui i miei post hanno iniziato ad attirare più attenzione di prima.

6. Il mese più "morto"?
I mesi in cui ho pubblicato meno sono proprio questo mese, quello di dicembre e il mese scorso novembre, tutti e due con 24 post. A livello di partecipazione, credo in generale che uno dei mesi "peggiori" sia settembre, quando le scuole riprendono e l'attenzione viene a calare, così come il tempo. Stesso discorso per chi lavora e magari torna dalle ferie di agosto, insomma, secondo me settembre è il mese più "morto", ma magari mi sbaglio xD

7. Un blog che avete iniziato a seguire per caso e che vi ha sorpreso?
Queste ultime due sono difficili, c'è da mettersi in gioco un po' xD
Allora, uno dei blog che ho scoperto per caso è stato Reading for Passion, sinceramente non ricordo come ero arrivata a lui, ma di solito non mi iscrivo subito quando scopro un blog, prima mi piace frequentarlo per capire se è fatto per me, con questo è stato diverso, sono diventata follower subito e ancora non mi sono pentita della mia scelta.

8. Un blog che vi hanno consigliato e che invece vi ha deluso?
E questa è tosta. Allora, all'inizio dell'anno scoprii un blog per caso che mi allarmò tantissimo, era una copia sputata di altri blog che conoscevo e se all'inizio poteva sembrare carino, poi mi fece incavolare un sacco. Ho provato a cercare e ri-cercare questo blog, ma non esiste più e ormai il nome me lo sono dimenticata. 
Un blog che avevo iniziato a seguire e che è conosciutissimo è Romance e non solo, non credo sia fatto per me. Non è una vera e propria delusione, semplicemente mi aspettavo qualcosa di diverso e soprattutto il loro stile non fa per me, non credo ci siano altre spiegazioni. La mia non vuole essere cattiva pubblicità, come potete capire da quello che ho scritto, ma un semplice parere personale per un blog che non ha certo bisogno di pubblicità, perché molto amato e colmo di follower.

Domanda finale per tutti:

Quali buoni propositi avete per il prossimo anno?
Allora, ne avrei tanti, ma preferisco limitarmi.
- Vorrei riprendere a leggere più thriller e iniziare a leggere tanti fantasy classici ed infine vorrei provare ad iniziare a leggere degli storici.
- Vorrei riuscire a trovare il tempo per fare qualche rilettura di libri che ho amato molto.
- Vorrei riuscire a continuare ad essere così stabile nelle letture e vorrei poter mantenere la stessa continuità con il blog. Magari cercando di recuperare un po' di recensioni xD
- Mi piacerebbe avvicinarmi ai 1.000 follower, ma credo sia un traguardo quasi irraggiungibile, sperare non fa male a nessuno xD
- Vorrei riuscire a limitare i miei acquisti e richieste mensili per non ritrovarmi (come ora) con più di un centinaio di libri da leggere.
- Vorrei avere qualche buona idea originale per il blog, che si tratti di rubriche o iniziative o altro.
E mi fermo qui se no esagero xD


Mi rendo conto che quest tag è lunghissimo, ma pensatelo come un resoconto dell'anno, ci sta che sia così lungo con tutte queste domande xD Spero avrete voglia di farlo sui vostri blog o canali youtube, mi piacerebbe da morire leggere o guardare le vostre risposte *_*

venerdì 27 dicembre 2013

Recensione: "Taken" di Erin Bowman

Buongiorno a tutti, qualche giorno di relax prima dei festeggiamenti per l'ultimo dell'anno. Cosa avete organizzato di bello? Farete qualche bella cena e festeggiamenti con gli amici? Io purtroppo quel giorno lavorerò fino alle nove di sera e mi sa che anche in questo caso, come per Natale, a festeggiare saremo solo io e il mio Marchino, anche perché lui il mattino dopo deve svegliarsi presto che parte per andare a trovare i suoi genitori e di certo non possiamo metterci a fare baldoria...
Per il blog io ho avuto una piccola idea che spero piacerà un po' a tutti :)

Veniamo alla recensione di oggi *_*
Questa settimana, nonostante il Natale e tutti gli impegni avete votato in 45 (ma quanto vi addorroooooooooooooo), devo dire che questa settimana le votazioni sono state abbastanza bilanciate... Il vincitore con 16 voti e il 35% di preferenza è stato Taken di Erin Bowman, primo libro della serie omonima, è stato pubblicato in Italia dalla Sperling & Kupfer, il 27 agosto 2013, al prezzo di 16,90 euro per 324 pagine.

Trama:
A Claysoot, una piccola comunità isolata dal resto del mondo da alte mura, tutti i ragazzi scompaiono alla mezzanotte del giorno del loro diciottesimo compleanno. Non appena scocca l’ora fatidica, la terra trema, il vento infuria e del giovane non rimane traccia. Ecco perché, a pochi mesi dal suo compleanno, Gray si prepara ad affrontare il terribile destino che lo attende. Ma, un giorno, trova per caso una misteriosa lettera della madre, morta ormai da molti anni, che lo spinge a reagire. Insieme con Emma, la ragazza di cui è innamorato, decide quindi di fuggire dalla città per scoprire che cosa si nasconde dietro le invalicabili mura di Claysoot. Gray non sa che là fuori lo aspetta un segreto inquietante…

Il mio pensiero:
Appena uscito Taken aveva attirato subito la mia attenzione, la cover e la trama mi intrigavano, ma non sono riuscita a leggerlo subito dopo la sua uscita e così ho iniziato a leggere pareri sempre più negativi e le mie aspettative si sono abbassate decisamente tanto.  Su goodreads il romanzo ha una media appena superiore delle tre stelline e mezzo, mentre per il secondo volume le aspettative sono altissime... e questo mi fa ben sperare che le cose migliorino con l'avanzare della serie; perché il primo libro, Taken, non è piaciuto nemmeno a me, ma il discorso è molto più complicato ed ora proverò a spiegarmi meglio.

Ho iniziato a leggere questo libro con poca curiosità, ma con il bisogno di sapere se anche a me avrebbe smosso sensazioni negative, oppure sarei stata una voce fuori dal coro.
E devo ammettere che la mia esperienza con Taken è stata altalenante e poco equilibrata, al punto da trovarmi in difficoltà a parlarne e addirittura a dargli un voto. Ma credo che il problema non sia mio, credo che sia proprio il libro ad essere altalenante.
Partiamo con un'idea di base interessante e originale, su cui si sarebbe potuto lavorare benissimo e si sarebbe potuto creare un libro ottimo. Il problema è che la Bowman ha usato una narrazione abbastanza superficiale in alcuni punti, per poi riempire le pagine di dettagli e informazioni in altri. Alcune cose non coincidono, altre sono approfondite così poco che durante la lettura arriviamo a dimenticarcene. In questo modo il lettore perde interesse e curiosità, perché la narrazione è confusionaria e dona pochi indizi, e le vicende si susseguono senza però coinvolgere e senza lasciare emozioni.
Nonostante questo, in alcuni punti avevo così tanta curiosità di scoprire cosa sarebbe successo nelle pagine successive che avrei avuto voglia di divorare il libro, e questi sono stati i momenti buoni, che poi venivano disturbati di nuovo dalla poca attenzione ai dettagli e alle emozioni dei personaggi.
Tante cose collidono fra di loro e questo crea disturbo e dubbi nel lettore. Tante cose vengono semplicemente solo accennate e anche in questo caso il lettore perde interesse e arriva al punto di innervosirsi.

Mi ritrovo davvero in difficoltà a parlarvi delle mie sensazioni, perché mettendo da parte tutti questi problemi, in alcuni punti mi sono sentita coinvolta, ma in realtà non sono mai riuscita ad emozionarmi molto. Di emozioni ce ne dovrebbero essere tante nel libro: amore, amicizia, paura, dolore, indecisione, coraggio, intelligenza, novità... e potrei continuare, ma nessuna di queste mi ha sfiorato, anche nei momenti più forti e intimi, sono rimasta abbastanza indifferente.... e di nuovo mi trovo a dire che nonostante questo in alcune scene scoppiava la mia voglia di sapere, gli occhi mi si illuminavano perché speravo che da quel punto in poi il libro sarebbe migliorato e invece venivo delusa di nuovo, con altri dettagli mancanti e altra superficialità.
Il protagonista, Gray è ben caratterizzato, ma tutti gli altri personaggi che ruotano intorno a lui sono trattati con più leggerezza. Alcuni di loro sono veramente interessanti, come ad esempio Bree e Bo, ma riceviamo solo piccoli frammenti del loro carattere e anche quando l'autrice prova a spiegarci il loro passato e alcuni tratti del loro carattere non siamo più interessanti perché lo fa con troppa leggerezza e senza prestare attenzione ai particolari.
La narrazione sembra proseguire a scatti, in alcuni punti non è nemmeno scorrevole, nonostante sia decisamente semplice, forse troppo... alcune scene infatti le avrei viste benissimo in un libro per bambini da quanto erano banali e narrate in modo elementare.

Il punto è che, come dicevo all'inizio, l'idea di base del romanzo è meravigliosa, e quando l'autrice riesce a farci assaporare cosa realmente sarebbe dovuto accadere per tutto il romanzo, lo fa solo in poche pagine e questo lascia un grande amaro in bocca al lettore, perché si ritrova davanti una storia che poteva essere fantastica, vediamo scorci di questa meraviglia, che poi vengono oscurati dalla semplicità estrema e dalla poca attenzione alla narrazione, alle vicende e ai dettagli.
La curiosità di capire se il seguito sia migliore è tanta, proprio perché desidero con tutta me stessa che la storia si incanali sui binari giusti, che prenda il via e appassioni chiunque in modo naturale.
Mi rendo conto che la mia recensione è un un po' caotica, ma credo sia esattamente il riflesso di quello che ho provato leggendo il libro. E' complicato parlarvi dei miei pensieri quando tutta la lettura è stata un'altalena di delusione e curiosità, è difficile quando i sentimenti sono rimasti assopiti per maggior parte del tempo, per poi scoppiare e sentirmi coinvolta solo in brevi istanti. Spero comunque di essere riuscita a trasmettervi quello che ho provato e come ho vissuto il libro.

Ho deciso di riportare nella recensione anche la cover originale, molto simile a quella italiana ma nonostante questo migliore per i colori scelti e le prospettive. L'unica altra cover da farvi vedere è quella tedesca, perché per tutte le altre edizioni è stata mantenuta la cover originale. Mi piace questa cover, anche se la trovo un pochino troppo "thriller", non credo rispecchi a pieno il contesto della storia, ma nonostante questo, credo che i tedeschi si diano sempre un gran daffare per creare cover intriganti e sapete bene quanto sia difficile per me "snobbare" una cover tedesca xD
Classifica, mmm direi, cover originale e poi cover tedesca e italiana a parimerito. Anche in questo caso, non capisco perché in Italia hanno voluto mantenere la cover originali, cambiando però alcune cose, perché devono cambiare, cosa gli costava lasciare tutto come in quella originale????

Il mio voto per questo libro:
Forse con qualche millesimo di voto in meno, sarebbe più adeguato dargli un 3 meno.


Cosa ne pensate ragazzi? Siete soddisfatti della recensione? Vi aspettavate questo pensiero o pensavate in qualcosa di meglio o peggio?
Voi avete letto il libro, oppure siete ancora indecisi se prenderlo o no?
Fatemi sapere tuuuutto quello che provate e non dimenticatevi dei vostri pareri sulle cover :)

giovedì 26 dicembre 2013

Chi ben comincia... #61

Buoooooooongiornooooooooooo lettori, allora come state? Siete riusciti ad alzarvi dal letto, oppure avete rotolato sul pavimento fino a fermarvi? xD
Immagino che molti di voi avranno mangiato tantissimo, io ho mangiato molto alla cena della vigilia, poi alla notte non sono stata bene e il giorno di natale ho preferito tenermi leggera :(
Però proprio il giorno della vigilia ho ricevuto un regalo inaspettato che mi ha fatto piangere e venire le lacrime agli occhi, ancora adesso quando ci penso, mi emoziono...
Per tutti i regali che mi sono arrivati tra compleanno e natale, farò un post sul blog dove ve li mostrerò tutti insieme e dove ve ne parlerò *_*
Anche oggi, nonostante sia ancora un giorno di festa, il blog non si ferma e vi propongo un bell'incipit che spero vi interesserà :)
Le poche regole della rubrica: 
- Prendete un libro qualsiasi contenuto nella vostra libreria
- Copiate le prime righe del libro (possono essere 10, 15, 20 righe)
- Scrivete titolo e autore per chi fosse interessato
- Aspettate i commenti


Per oggi volevo cercare un incipit un po' natalizio, che ricordasse la bellissima atmosfera di questo periodo di feste, purtroppo (o per fortuna) un libro si è imposto sugli altri quando mi sono messa di fronte alla libreria per scegliere... Il libro si sbracciava e urlava il mio nome, si stava spazientendo e non potevo assolutamente fare finta di niente, avevo paura che se la prendesse con tutti gli altri suoi compagni di scaffale °_°
Ok, a parte i miei deliri... questo libro l'ho comprato qualche tempo fa, dopo aver letto un libro di quest'autore, ho deciso che li volevo tutti e così ho iniziato comprandone un paio.

 Il figlio del cimitero
di
Neil Gaiman

Come accadde che Bod giunse al cimitero

C'era una mano nell'oscurità e impugnava un coltello.
Il coltello aveva un manico d'osso, lucido e nero, e una lama più sottile e affilata di un rasoio. Se ti avesse ferito, avresti anche potuto non accorgertene, non subito.
Il coltello aveva fatto quasi tutto ciò per cui era stato portato in quella casa; la lama era bagnata, e così il manico.
La porta d'ingresso, da dove si erano insinuati il coltello e l'uomo che lo impugnava, era ancora aperta, appena un po',  e viluppi di nebbia notturna serpeggiavano e si intrecciavano dentro la casa.
Quell'uomo qualunque si fermò sul pianerottolo. Con la mano sinistra prese un grande fazzoletto bianco dalla tasca del cappotto nero, ripulì il coltello e la mano inguantata che l'impugnava, e lo mise via. La caccia si era quasi conclusa. Aveva lasciato la donna sul letto, l'uomo accasciato per terra, la figlia maggiore nella sua cameretta dai colori vivaci, tra giocattoli e modellini incompleti. Restava da sistemare solo il piccolo, un bimbo poco più che in fasce. Ancora uno e la missione sarebbe stata compiuta.

**********

Mi piace, mi piaceeeeeeeeeeeeeee. Non c'è niente da fare, amo lo stile dell'autore e il modo in cui riesce ad attirare subito l'attenzione grazie a particolari che sembrano insignificanti, ma che lui riesce a rendere meravigliosamente intriganti.
Se ci mettiamo poi che il libro è costellato di illustrazioni firmate Dave McKean e che io amo i libri illustrati, allora avrete capito che già amo questo romanzo... Ora che l'ho preso in mano e sfogliato per bene e iniziato a leggerlo, credo proprio che non aspetterò molto prima di buttarmi di nuovo nei fantastici mondi di Gaiman.
Fatemi sapere cosa ne pensate e se lo avete letto e se vi va lasciate anche un bell'incipit :)

mercoledì 25 dicembre 2013

WWW... Wednesdays #73

E anche se è Natale, nessuno mi ferma xD
Prima ho voluto dedicare uno spazietto solitario solo per gli auguri, perché mi sembrava brutto farveli in un post in cui avrei parlato anche di altro.
La settimana scorsa vi avevo esposto un mio dubbio sulla frequenza di questa rubrica, dopo tutti i vostri commenti o dopo averci ragionato un po', sono giunta ad una conclusione: questa rubrica continuerà ad essere settimanale, la pubblicherò ogni due settimane solo ed esclusivamente quando le mie letture saranno state troppo lente per lasciarvi un aggiornamento. Spero che come soluzione vi vada bene, perché mi sono resa conto che è la rubrica più seguita del blog e piace molto anche a me chiacchierare insieme a voi delle nostre letture, così mi sarebbe dispiaciuto troppo renderla mensile e in effetti sarebbe stato anche un bel casino xD
Le regole della rubrica:
- What are you currently reading? (Cosa stai leggendo?)
- What did you recently finish reading? (Cos'hai appena finito di leggere?)
- What do you think you'll read next? (Cosa pensi leggerai in seguito?)


Cosa stai leggendo?
Ho iniziato giusto ieri Il mio disastro sei tu di Jamie McGuire, non è una lettura molto natalizia, ma ho cercato di seguire gli obiettivi che mi ero posta la settimana scorsa e ci sono riuscita totalmente.
Questo libro per ora mi sta piacendo molto ed è stato un enorme piacere ritrovare Travis, già all'inizio mi sono emozionata e spero che il libro continuerà a coinvolgermi così tanto.


Cosa hai appena finito di leggere?
Questa settimana sono riuscita a tornare ai miei soliti ritmi, ma credo sia merito di libri non molto lunghi che ho letto.
Ho concluso The Prey di Andrew Fukuda, secondo volume della trilogia. Confermo la mia completa soddisfazione per questa lettura. The Prey mi è piaciuto dall'inizio alla fine e mi ha dato tutto quello che voglio in una lettura: emozioni, sentimenti, azione e riflessione. Veramente una gran bella lettura, decisamente superiore al primo libro della serie.
Mi sono dedicata a Losing It di Cora Carmack, seconda esperienza con il New Adult dopo aver letto all'inizio dell'anno "Uno splendido disastro. Non avevo aspettative esorbitanti per questo romanzo, e in effetti non si è rivelato essere una grande lettura. Storia carina e dolce, ma niente di più; troppo banale, troppo prevedibile e soprattutto troppo incentrata solo ed esclusivamente sui due protagonisti.
E per concludere ho finito Shadows di Jennifer L. Armentrout, il prequel di Obsidian. La storia è interessante sotto certi punti di vista perché fa capire alcuni meccanismi emotivi tra certi personaggi, che per esempio in Obsidian venivano lasciati un po' oscuri. Ma per il resto non ho trovato niente di esaltante, è un romanzo quasi inconsistente e lo stile dell'autrice, se in Obsidian mi era piaciuto, in Shadows mi ha lasciato indifferente, l'ho sentita troppo fredda e schematica.


Cosa pensi leggerai in seguito?
Se la settimana scorsa vi avevo detto che era probabile che le mie letture cambiassero (invece sono stata bravissima), questa settimana è quasi certo. Nel periodo di Natale sono molto volubile come umore e soprattutto non ho sempre molto tempo, ho messo questi tre libri perchè sto cercando di leggere più libri delle CE per essere più libera di leggere quello che voglio dopo Natale, ma non so proprio se riuscirò a resistere a tutti i bei regalini che mi sono stati fatti e che mi farò *_*
Vorrei leggere POD di Stephen Wallenfels, anche se le mie aspettative si sono un po' abbassate dopo aver letto un paio di recensioni non proprio entusiaste; la storia mi attira, ma non sono del tutto convinta, vedremo come andrà.
Sono quasi certa rispetterò questa lettura, Il lago dei desideri di Susan E. Phillips. Come sapete ormai (credo lo sappiano anche i muri), amo quest'autrice e le sue storie e amo come le sue storie mi facciano stare bene con me stessa, credo che con questo nuovo romanzo le cose non saranno diverse. Sarà come se mi concedessi una coccola natalizia.
Ed infine vorrei provare a leggere un thriller, anche se con il natale e queste feste ha ben poco a che fare. Il sospetto di Chris Pavone è nella mia libreria da un bel po' di mesi, mi ha sempre attirato, ma non così tanto da passare avanti ad altre letture... proverò a leggerlo, anche se non so se riuscirò a farlo ora...


Siamo giunti alla fine, so già che oggi i vostri commenti saranno pochissimi, ma avete un buon motivo per essere assenti xD
Spero comunque nei prossimi giorni mi aggiornerete sulle vostre letture e mi direte che ne pensate delle mie.
Un bacione grande a tutti voi, vi adoro!!!

Natale 2013 - Auguri a tutti voi!

Buongiorno ragazzi, visto come sono mattiniera??? Naaaaa, non è vero, questo post l'ho programmato ieri, probabilmente io a quest'ora mi sarò appena alzata xD

Un piccolo e breve post (dopo ci sarà un altro post) per augurare a tutti voi un bellissimo natale, spero sarà pieno di libri di amore e di passioni. Un buon libro, il calore di una famiglia, l'amore degli amici, tutto quello che serve per il "natale perfetto"
Ed ovviamente non potevo lasciare da parte i miei gufi, così ecco qui una marea di auguri per tutti voi dalla vostra Alessia e dai "miei" gufetti *_*




Ed eccomi come vorrei essere ogni sera nel mio lettino xD

Buon Natale a tutti
un bacione immenso!

lunedì 23 dicembre 2013

Buon compleanno a me, piccolo regalo a voi!

Buongiorno a tutti miei cari.
E' da venerdì che non posto niente sul blog, sono stata un po' presa e come avrete notato ieri ho recuperato un po' di vostri commenti, ma mi mancano ancora un paio di post e tutti i commenti sotto (mi sento una merdaccia ve lo assicuro), spero in questi giorni riuscirò a rimettermi in pari.
Inoltre, se non ci avete fatto caso, vi avviso che la colonna laterale qui di fianco è leggermente cambiata: ho spostato il sistema di rating che ora potete visualizzare nella pagina dedicata alla recensioni; anche per "il libro del mese" dovrete affidarvi solo alla pagina dedicata ad esso, infatti riportarlo anche in home page mi sembrava una ripetizione quasi inutile; ho dato un posto d'onore alle reading challenge a cui voglio partecipare nel 2014; ed ho deciso di mettere il banner del premio che ho vinto ai Blogger Choice Award (grazie a tutti *__*) solo soletto, con la speranza che in futuro potrò vincere altri premi così "importanti" e a cui tengo così tanto; ed infine ho sistemato un po' la parte dedicata ai Best Blog prendendo spunto dal blog di Leda :)
Tutto questo perché mi sembrava che questa benedetta colonna iniziasse ad essere un po' troppo caotica, così l'ho sfoltita, sperando sia di vostro gradimento. Anzi se avete consigli su come sistemarla ancora meglio, ditemelo pure *_*


Mi sto perdendo di nuovo in chiacchiere, oggi sono qui per festeggiarmi xD
Questo è il secondo compleanno che festeggio insieme a voi, e se ci penso non mi sembra vero *___*
Il 23 dicembre del 1985 alle 23:23 (il 23 è il mio numero fortunato xD) nascevo io :) Compio 28 anni ma sinceramente non me li sento sulle spalle e nemmeno nel cuore e nella mente. Certo ho un bel po' di acciacchi che alla mia età non bisognerebbe avere, ma non ho certo una vita agiata e un lavoro tranquillo ed è normale che il corpo ne risenta. Ma il cuore e la mente sono in perfetta forma e credo sia merito (in parte) della lettura.
Oggi non farò niente di esaltante, ho smesso un bel po' di anni fa di festeggiare il mio compleanno. Questa mattina sono a lavorare e poi vedremo se faremo (io e Marco) una cenetta un po' diversa dal solito oppure no; i vari regali di Natale hanno spolpato ulteriormente le nostre finanze e non credo proprio faremo niente di più che stare a casa insieme e goderci il pomeriggio e la serata.



In questo periodo vi sarete accorti che non ho organizzato niente di niente per Natale, e così volevo approfittare di questo giorno speciale per me, per fare un regalo a voi.
Prendendo spunto da Leda (oggi è quasi lei la protagonista xD), ho deciso di creare questa specie di giveaway.


Le regole:
  • Dovrete commentare questo post lasciandomi una lista di tre libri che vorreste ricevere.
  • Il costo di ogni libro non dovrà superare i 12,00 € (purtroppo le mie finanze non mi permettono niente di più).
  • Sarò io a scegliere quale dei tre libri regalarvi e voi non conoscerete la mia scelta fino a quando non lo riceverete a casa.
  • Dovrete lasciarmi la vostra mail.
  • Il giveaway è aperto a tutti quelli che sono follower del mio blog, ovviamente avrò un occhio di riguardo in più per chi segue da più tempo e commenta spesso.
  • Il giveaway si concluderà il 30 dicembre, dopo di che contatterò il vincitore via email per accordarmi sulla spedizione.
Questo perché non amo molto chi commenta nei blog solo ed esclusivamente quando ci sono libri in palio e dato che è un regalo che vi farò completamente di tasca mia, mi piacerebbe spendere questi soldi per chi davvero ama seguire il mio blog.
Credo di aver detto tutto.

Ringrazio tutti, perché come dico sempre, senza di voi questo blog non sarebbe niente e soprattutto senza di voi la mia vita sarebbe un pochino più vuota e insipida. Un bacione a tutti.


venerdì 20 dicembre 2013

Recensione: "Troppo bello per essere vero" di Kristan Higgins

Buon pomeriggio lettori invernali xD
Questa settimana i vostri voti sono diminuiti ed immagino sia colpa dell'atmosfera che si respira in giro, il Natale può piacere o non piacere, ma sicuramente attira attenzione e occupa tempo. La corsa ai regali, gli addobbi, le giornate da passare con le persone che si amano; sembra una stupidata, ma credo sia vero quando si dice che "a Natale siamo tutti più buoni", è quest'atmosfera di gioia e spensieratezza che si respira che ci rende leggermente più allegri e soddisfatti.

La recensione scelta per oggi è stata votata da 16 di voi, con il 42% di preferenza; un buon risultato direi, anche se fino alla fine è stata quasi a pari merito con un altro libro :)
Oggi vi parlo di Troppo bello per essere vero di Kristan Higgins, pubblicato in Italia dalla Harlequin Mondadori, il 26 giugno 2012, al prezzo di 9,90 euro per 336 pagine.

Trama:
C'è chi guarda le vetrine desiderando cose che non potrà mai permettersi, chi invece ammira le foto di alberghi di lusso in cui non andrà mai. Io mi sono spesso immaginata di aver incontrato un ragazzo carinissimo e perfetto quando invece non esisteva. Come quel giorno in cui avrei preferito restarmene a casa anziché partecipare a un matrimonio. Non era tanto la cerimonia a disturbarmi, quanto il fatto che ci sarebbe stato quel bastardo del mio ex, al braccio di mia sorella, per giunta, mentre io sarei arrivata da sola. L'unica soluzione era inventarsi un fidanzato, un tipo meraviglioso e affascinante con sex appeal da vendere e un tagliente senso dell'umorismo. Uno di quelli per cui le altre sbavano di invidia e sarebbero disposte a tutto pur di rubartelo... Di sicuro uno così non è l'uomo della porta accanto, sarebbe troppo bello per essere vero.

Il mio pensiero:
Ormai sono nella "follia di Higgins" e non me ne libero più, infatti nell'arco di poche settimane mi sono letta due suoi libri, se avessi disponibile anche il terzo pubblicato in Italia lo leggerei subito, ma non sono ancora riuscita a comprarlo, dunque dovrò aspettare un po'... in un certo senso è meglio, visto che per ora non si sa niente di nuove pubblicazioni dei suoi libri da parte della Harlequin, io spero che pubblichino ogni sua opera *_*

Troppo bello per essere vero è la storia di Grace Emerson, una donna di trentun'anni che ha l'abitudine, fin da quando era una ragazzina, di inventarsi i fidanzati; un tempo se li inventava per farsi bella con le compagne di scuola e sentirsi presa più in considerazione, mentre ora che è adulta lo fa per uscire fuori da situazioni dolorose che provocano decisamente del nervosismo... infatti è stata lasciata dal fidanzato due settimane prima del matrimonio e benché sia passato un bel po' di tempo, Grace non è ancora riuscita a trovare un uomo che gli faccia dimenticare il suo amato Andrew, ma in generale... non è ancora riuscita a trovare un uomo!
La famiglia è in crisi, si preoccupa per lei, mamma e papà vorrebbero vederla sistemata con un uomo dolce, ma che possieda anche un buon lavoro; le due sorelle vorrebbero vederla più sorridente e felice e la nonna non perde occasione per deriderla e urlarle in faccia quanto sia "sfigata", insomma la situazione non è delle migliori. Aggiungiamo poi che un certo Callahan O'Shea si è appena trasferito nella casa di fianco alla sua e che i due non vanno d'accordo per niente, i loro primi incontri si possono considerare quasi scontri e con il passare dei giorni le cose non migliorano...

Stoooooop, è vero che le storie raccontate dalla Higgins non sono originali e non hanno elementi nuovi, ma non mi piace comunque raccontare troppo del libro, così vi lascio con il fiato sospeso a chiedervi chi sia Callahan O'Shea e cosa succede negli incontri-scontri fra lui e Grace xD
Questo è il secondo romanzo che leggo della Higgins e posso affermare che ADORO questa donna, credo infatti, di non aver mai trovato libri così adatti a me e al mio carattere, sono perfetti.
Ma parlando nello specifico "Troppo bello per essere vero", è un libro dolce e leggero, un libro che fa ridere di gusto, ma che è in grado di provocare emozioni forti.
Il fattore che più ho apprezzato di questo romanzo è l'estrema naturalezza con cui avvengono i dialoghi e in generale le vicende e le scene; è come se l'autrice avesse vissuto (direttamente o indirettamente) questa storia e l'avesse trascritta così come l'ha vista accadere dal vivo; mi sono immaginata più volte la Higgins appostata a seguire un'amica per vedere cosa accadeva nella sua vita, ferma fra i cespugli con il suo fedele blocco note a trascrivere ogni parola e a scrivere ogni minimo dettaglio di quei momenti... so che detta come ve la sto dicendo potrebbe sembrare una pazzia, ma credetemi quando vi dico che questo libro trasuda naturalezza da ogni riga e ogni lettera scritta.
E' così scorrevole e ben narrato che è impossibile fermarsi, non sono concesse nemmeno le "pause bagno" xD. Pensate che l'ho letto mentre cenavo perché non riuscivo a fermarmi e che (prima volta in vita mia) me lo sono portata a lavorare perché volevo avere ogni minimo minuto libero da dedicare al libro.
I personaggi mi sono piaciuti molto e mi sono resa conto che l'autrice sembra seguire uno schema: la protagonista che pare un po' sfigata e che nessuno si fila, ma che si scopre essere amata e ammirata da molte persone; l'amico della protagonista gay simpatico e bellissimo, che l'aiuta ad affrontare i suoi problemi e la sua vita; una famiglia alle spalle della protagonista un po' originale e stramba che crea imbarazzi ma che riempie d'amore; il protagonista maschile bello e sensuale da morire, che tutti immaginerebbero stronzo ma che in realtà ha un cuore d'oro; il fedele amico cane, simpatico e dolcissimo della protagonista; e per finire compare sempre un seminario per cuori infranti, o qualche corso particolare per incontrare l'uomo giusto.... Sono tutti elementi che si ripetono nei due libri che ho letto (in modo più o meno simile), ma vi assicuro che non si sente la pesantezza di questa cosa e non si vivono in modo noioso o ripetitivo, anzi, l'autrice mette sempre qualche particolare in più per rendere tutto più simpatico e coinvolgente.

Grace è la protagonista e in quanto tale impariamo a conoscerla come le nostre tasche, con i suoi difetti e i suoi pregi, ma conosciamo altrettanto bene le due sorelle che sono completamente diverse fra loro e che arricchiscono la storia con le loro situazioni sentimentali; che non sono in primo piano, ma che vengono vissute dalla protagonista e dal lettore quasi come personali, proprio perché sono una famiglia unita.
Callahan, il protagonista maschile non viene approfondito moltissimo, conosciamo il suo passato e altri piccoli particolari del suo personaggio e del suo carattere, ma credo l'autrice abbia voluto mantenere un piccolo alone di mistero su questo personaggio, per farcelo apprezzare nel modo giusto.
Il rapporto fra Grace e Callahan è meraviglioso, i loro primi incontri-scontri sono esilaranti e vi giuro che ho riso fino ad avere le lacrime agli occhi. Litigano e si punzecchiano a vicenda; lei muore dietro a lui, ma pensa di poterlo nascondere; lui più di una volta fa intendere il suo interessamento, ma lei è così convinta di essere sfigata e di non essere adatta ad un uomo come lui, che nemmeno se ne accorge... e continuano così per un bel po'....
Tutta la narrazione è simpatica, frizzante e scorrevolissima, emozionante  e coinvolgente; è un libro che riesce a donare al lettore qualche ora di relax in compagnia di personaggi simpatici e con caratteristiche reali e comuni a molte persone, un libro che fa rilassare e fa divertire, fa staccare la spina in modo completo e rende le giornate di noi lettori migliori, è come se ci mettesse una marcia in più, io personalmente mi sono svegliata al mattino con il sorriso sulle labbra ripensando alle vicende di "Troppo bello per essere vero".

Per concludere è un libro che consiglio a tutte le donne, se volete passare qualche ora di completo relax, di divertimento e di emozioni i libri della Higgins fanno al caso vostro; immaginatevi immerse nella vostra vasca da bagno, con le candele ad illuminare la stanza, un po' di incenso leggero, musica soffusa e casa vuota, questi sono i momenti che ogni tanto noi donne vorremmo concederci, momenti di cui abbiamo bisogno, ecco "Troppo bello per essere vero" e in generale i romanzi della Higgins potrebbero benissimo sostituire questi momenti "solo per noi". 

Ed ora facciamo quattro chiacchiere sulle cover :)
Come sapete non amo molto il modo in cui in Italia vengono trasformate le cover dei libri della Higgins, e anche con questo libro non fa differenza il mio pensiero, prima di tutto non capisco l'utilità di mettere una scarpiera in bella vista, secondo non sopporto che vengano mozzati i visi dei personaggi in copertina... questa volta però non posso lamentarmi troppo, perché infatti lo stile è rimasto invariata se lo confrontiamo con la cover originale, la differenza è che trovo la cover originale molto più dolce e quel cagnolino in bella vista fa sicuramente la sua figura. 
La seconda cover che vi ho proposto nella recensione, non sono riuscita a capire se sia quella della versione brossura originale, oppure quella inglese in brossura (non lo so, chiedo perdono), la trovo ancora più dolce e quello sfondo all'aperto attira molto di più il mio sguardo, purtroppo che non mi piacciano i due personaggi che compaiono e il modo in cui sono stati piazzati lì.
Ed infine la cover francese che trovo veramente orrenda, troppo bianco e troppo falsa... se invece di quei pallini (sembrano coriandoli) avessero messo uno sfondo un po' più colorato l'avrei apprezzata molto di più.
Classifica finale: cover originale, cover brossura (credo forse), cover italiana e cover francese.

Il mio voto per questo libro:


Ed ecco accontentata la vostra curiosità. Spero che questa recensione vi sia piaciuta.
Ah, vorrei precisare una cosa, all'inizio ho scritto: " infatti nell'arco di poche settimane mi sono letta due suoi libri" ormai sono passate più di poche settimane dal periodo in cui avevo letto i suoi libri, ma sapete che scrivo le recensioni subito dopo averli letti e che poi per cause di forza maggiore sono sempre in ritardo nella pubblicazione xD
Mi piacerebbe sapere se avete letto questo libro e se vi è piaciuto, oppure se è uno di quei libri a cui non buttereste nemmeno uno sguardo ma con questa recensione avete cambiato idea, o ancora se vi ispirava di già ed ora siete al punto "lo voglio assolutamente" xD
Insomma, commentate in libertà cari miei *_*